UNDER 16: VOLLEY BELLADELLI – VIVIGAS ARENA VOLLEY

UNDER 16 FEMMINILE
DOMENICA 11 MARZO 2018
VOLLEY BELLADELLI – VIVIGAS ARENA VOLLEY
3-0
27-25 / 25-21 / 26-24
 
Toc, toc.
- Chi è?
- Sono Rino, c’è Ronte?
- Non vuole parlarti ma vieni su che ti ‘conto quello che è successo oggi pomeriggio. Allora, devi sapere che, proprio quando in cuor tuo ti aspetti la partita che non ti aspetti, lei, positiva o negativa, arriva puntuale.
Siediti qua e ascoltami:
 
SET UNO: 27 A 25 - SOTTO I PEGGIORI AUSPICI
In campo, diretta da mister PJ, la squadra titolare che parte ricevendo palla. Si sbaglia subito ripetendo uguale uguale l’Errorone con la E maiuscola fatto settimana scorsa ed attaccando un pallone che vola oltre la linea di fondo. 2 a 0 e si comincia a rincorrere. Proviamo a proporre il gioco verso il centro e si riescono a trovare (s)punti interessanti. Sembra che la tensione si sia un attimo allentata e che si possano sfruttare le qualità che ci hanno portato fin qua. 8 a 4 per le butelete. Il Belladelli domanda Tempo e PJ ne approfitta per ricordare posizioni e schemi. Si riprende con qualche incertezza sotto rete ma teniamo botta arrivando perfino ad incrementare il vantaggio. La sostituzione del palleggio avversario ed un bell’attacco da seconda linea consegnano la battuta ad €lisa che si distrae un attimo e stacca pestando la linea. 16 a 10 per l’Arena (batti le mani). È lampante che il Belladelli ci ha studiato e sa come e dove battere. Soffriamo e cediamo terreno fino a quando PJ domanda Tempo. Il secondo cambio tra le fila avversarie è ininfluente ai fini del gioco in quanto ci facciamo male da soli fino a farci raggiungere sul 19 pari. Abbiamo ancora fiato e lucidità. Gli attacchi da dietro riescono meglio di quelli da posto 4 e ne approfittiamo per accelerare e sognare. 24 a 21. Big event (che da noi si traduce in gran fati) che non si riesca a chiudere? L’ennesimo attacco lungo consegna la palla al Belladelli. Prima una difesa sbagliata e poi  una ricezione difettosa, azzerano i nostri preziosissimi set point. Abbiamo ancora l’occasione per chiudere ma le avversarie son brave a non intimorirsi rimontandoci e vincendo.
 
 
SET DUE: 25 A 21 – CON IL FRENO A MANO TIRATO
L’unica novità rispetto a prima è che PJ si è tirato via la felpa. Inizia a far caldo e, considerando che l’aria calda è più leggera di quella fresca, se comincia a far caldo sul parquet, presumo che in cima al caregone si cominci a sudare. C’è un sacco di gente oggi in palestra; piove e le finestre sono chiuse e, forse, manca anche un po’ d’ossigeno.
Il popolo Belladelli brontola per un’evidente doppia non fischiata ma, nonostante questo, riescono a star davanti senza particolari problemi. Un bel gioco fatto di attacchi e contr’attacchi termina a nostro favore. Ci avviciniamo un pochino: 9 a 7 per loro. Se è vero che oggi abbiamo sbagliato pochissime battute, è altrettanto vero che i nostri muri sono stati meno efficaci del solito. Piani di rimbalzo sbilenchi che indirizzano, spesso, i palloni direttamente fuori dal campo. Un ace loro convince PJ a domandare aribandus. Non so cosa abbia raccontato alle butelete, fatto stà che riusciamo ad acciuffare un provvidenziale 12 pari per noi. Ancora brontolii per dei nostri palleggi fallosi non fischiati, consigliano il mister a domandare la relativa sostituzione. Rimaniamo in equilibrio punto su punto gestendo qualche sostituzione necessaria ad alzare le percentuali in difesa e ricezione.
Alcune decisioni arbitrali in merito a presunti tocchi del nostro muro innescano del nervosismo tra le butelete che, se già giocavano con il freno a mano tirato timorose di sbagliare, accusano il colpo lasciando scappare il Belladelli che si aggiudica anche il secondo set.
 
 
SET TRE: 26 a 24 – LE PALLE CHE GIRANO NON SEMPRE SON DOPPIE
Quando le palle girano si fischia fallo?
Dipende dalle palle.
L’Arena non ci sta! Muso duro e cappello fraccato, si va avanti contro tutto e contro tutti. Uno, due, tre, quattro e cinque punti consecutivi prima che il Belladelli chieda Tempo. 5 a 0. Brave le nostre butelete ben concentrate a mantenere un ottimo vantaggio. I muri non sono ancora perfetti e, spesso, rimbalzano la palla fuori campo ma si tien botta nonostante qualche scivolone sotto rete. Buoni gli attacchi in pipe ma ancora work in progress le ricezioni. 18 a 15 per noi e secondo Tempo domandato dalle avversarie. Si riprende con un nostro bell’attacco che si spiaccica a terra senza che nessuno riesca a toccarlo. Esulto e, più per abitudine che per scrupolo, guardo l’arbitressa con le due manine in alto che segna un improbabile out. COME OUT? Dai accidenti… son punti importanti… è una semifinale di un campionato provinciale… non ci si possono permettere leggerezze del genere!
In mezzo al rumoreggiare del pubblico amico sento distintamente un click. È il rumore di un cervello che si spegne e va in blackout. Mi guardo attorno senza capire chi può aver girato l’interruttore della razionalità. Non saprei dirti, caro Rino, chi può esser stato ma, di fatto, da dopo che è successo, una serie di decisioni arbitrali ci hanno condannato ad un triste tre a zero.
 
 
Ecco, Rino, magari finiva uguale… ma chi può dirlo?
È vero, oggi era una giornata particolare che si poteva gestire meglio, le nostre butelete non hanno brillato, il primo set si poteva vincere e il Belladelli è sempre il Belladelli.
Non so chi è che ha detto che il vincente trova una strada e il perdente trova una scusa ma, oggi, la nostra scusa è assai credibile.