UNDER 16 VIVIGAS: VIVIgas conquista i tre punti ai danni di VTV Wolnet

UNDER 16 FEMMINILE
DOMENICA 26 NOVEMBRE 2017
VIVIGAS ARENA VOLLEY – VTV WOLNET
3-0
25-16 / 25-12 / 25-18
 
 
Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei.
Ragioniamo per ruoli e competenze e, tra noi genitori profani ed ignoranti, facciamo il vecchio giochino del “Chi fa”, “Che cosa”, “Come” e “Quando”:
io descrivo il “Che cosa” e voi identificate il ruolo e il “Chi fa”;
il “Come” e “Quando” lo lasciamo a chi di dovere, in quanto non possiamo e non dobbiamo entrare nel merito.
 
Di norma sono le giocatrici più alte, con maggior elevazione statica (senza ricorsa) e devono essere in grado di leggere rapidamente l’andamento dell’azione. La loro funzione principale è andare a muro presidiando per intero la prima linea per supportare la difesa. Attente agli eventuali attacchi delle pari ruolo avversarie possono, all’occorrenza, gestire offensive rapide e veloci.
 
La regista della squadra. Molto reattiva sulle gambe, indirizza verso gli attacchi i palloni provenienti dalla ricezione/difesa ma, in caso di bisogno, dà una mano (anzi due) al muro. Ha un’ottima proprietà di palleggio e un’ampia visione del gioco riuscendo a gestire anche eventuali attacchi di secondo tocco. Se in difficoltà può intervenire in bagher ma ciò dovrebbe accadere di rado altrimenti si chiamerebbe bagheratrice e non palleggiatrice.
 
Forse il ruolo più faticoso di tutti perché dev’essere in grado di murare, difendere, ricevere ed attaccare -anche quando è in seconda linea- variando colpi e traiettorie a seconda della difesa avversaria. È una giocatrice di sicuro affidamento per la palleggiatrice, completa e preparata nell'esecuzione di tutti i fondamentali.
 
Solitamente è la giocatrice più bassa della squadra e, per questo, destinata ad esultare nel gruppo annusando le ascelle delle compagne. È un ruolo specializzato nella ricezione e nella difesa. Gioca esclusivamente in seconda linea, non può andare in battuta e non può concludere un’azione d’attacco colpendo il pallone al di sopra del nastro della rete.
 
La chiamano l’attaccatutto. Ovunque sia, lei attacca. Da sotto rete ed anche dalla seconda linea quando la prima è occupata dalla palleggiatrice. Alta, attenta, brava a muro e fisicamente dotata. Ha caratteristiche simili a quelle della banda ma è più incisiva. Lei e l’alzatrice devono essere in perfetta sintonia anche se occupano posizioni opposte ma, si sa, gli opposti tendono ad attrarsi.
 
SET UNO: fa specie veder Zoe che, di spontanea volontà, sistema la panchina raccogliendo bottiglie, piegando felpe e dividendo magliette.
Non si capisce se parte forte il VTV o sono prudenti le nostre butelete. Fatto sta si gioca punto su punto fino al 10 pari. Il muro ci regala diversi punticini preziosi. Qualche volta salta a vuoto facendo brontolare un PJ in versione spettatore, però funziona. È il gioco del 12 a 10 che segna la differenza; uno scambio lungo, movimentato e veloce che si conclude con un bell’attacco del nostro lato.
Click! Scatta l’interruttore e si parte. Il posto 4 funziona bene sia per le parallele che per le diagonali e, quando capitan Fusa azzecca 5 battute nonostante un dito in un occhio, si arriva comodamente al cambio campo
 
SET DUE: sappiamo già, dalle scorse puntate, che vale la regola per la quale “squadra che vince non si cambia”. Cerchiamo di creare scompiglio con qualche palla veloce al centro, ma facciamo un po’ fatica a trovare i giusti tempi finendo per regalare il massimo vantaggio (+3) ad un VTV che apprezza e ringrazia. Il loro allenatore, sempre mooolto presente, prova a disorientare il nostro muro facendo attaccare dalla 2^ linea ma le butelete sono attente e non si fanno sorprendere. 9 pari e… Click! Si riparte come prima un punto dietro l’altro. Al 21 a 12 Claudia sostituisce la palleggiatrice in battuta. Si rivela essere una mossa vincente che ci accompagna a chiudere il set con un ultimo, scenografico ed azzeccatissimo 1° tempo che si stampa vicino ai 3 metri.
 
SET TRE: nessun cambio a favore di una panchina che si appoggia al muro rinunciando anche a tener calde le spalle. Il centro prova ad attaccare con risultati alterni e, complici anche diverse battute fuori misura, ci troviamo a rincorrere 2 punti di svantaggio. Time-out chiesto da Claudia per cercar di fare ordine in un momento di evidente stanca. Ad un certo punto vien fuori uno scambio del tutto sregolato, uno scambio senza le normali logiche di gioco, uno scambio dove l’importante è non far cadere la palla. Il nostro opposto attacca (attacca?) per ben due volte da posizioni improbabili in maniera disarticolata: braccia e gambe scoordinate tra loro strappano un insperato punto mentre Claudia scuote sconsolata la testa con le mani tra i capelli.
Click! E via. Da 10 pari mettiamo la freccia, scaliamo una marcia e sorpassiamo.
In chiusura c’è tempo anche per il secondo ed ultimo cambio della partita che, però, ha modo di fare una sola battuta prima lasciare il posto al libero e poi tutti in spogliatoio a prepararsi per l’hamburgherata domenicale.