1 DIVISIONE FEMMINILE: VIVIgas cede 3-0 con Free Volley

 
PRIMA DIVISIONE FEMMINILE
VENERDÌ 24 NOVEMBRE 2017
FREE VOLLEY - VIVIGAS ARENA VOLLEY
3-0
25-12 / 25-15 / 25-14
 
Dai su che non c’è tempo da perdere! Presto che è tardi! Oggi è venerdì e, finita questa partita, c’è subito da pensare a domenica prossima.
Un vecchio adagio recita che “sbagliando s’impara” ma, a onor del vero, non è che, oggi, Vivigas abbia poi sbagliato tanto. Va bene, forse il gioco non è stato abbastanza determinato, è mancato un po’ di carattere, poche azioni incisive, probabilmente si è visto di meglio la settimana scorsa… ma è pur vero che abbiamo giocato contro la prima in classifica! Una squadra, il Free Volley, ordinata e matura, con elementi d’esperienza capaci di leggere bene l’azione cercando il punto più con l’intelligenza che non con la potenza.
 
SET UNO: la prima impressione è buona. Pare che non ci sia quel timore iniziale che ci contraddistingue. La prima impressione… la seconda, invece, costringe Claudia a domandare Aribandus quando il tabellone segna un antipatico 9 a 5. Soffriamo la ricezione ed il Free Volley ne approfitta con chirurgica precisione battendo sistematicamente in posto cinque. Ad un certo punto ecco la svolta, il colpo di reni, la reazione che ci si aspettava: palleggio lungo ed alto al nostro opposto, raddoppio del muro avversario e giocata splendida con una palla spinta furbescamente verso l’esterno del campo. L’arbitressa fischia il mani fuori. Punteggio 16 a 7 per loro. Time-out chiamato da Claudia seguito da tre sostituzioni: lato, palleggio e opposto. Sguardi concentrati e via, verso mille nuove avventure. Peccato che, proprio su più bello, in piena rimonta spaziale, quando riusciamo a guadagnare il dodicesimo punto, loro mettono a terra il 25mo pallone.
 
SET DUE: si perde subito il servizio per riprendercelo dopo 5 punti. Il Free Volley conosce ogni centimetro di palestra; in lunghezza, in larghezza e, soprattutto, in altezza. Claudia cerca la reazione delle butelete con un time-out alquanto animato al quale partecipa l’intera tribuna. Si riaffaccia il problema della ricezione con palloni che schizzano a destra e a sinistra (più a sinistra che a destra, chissà perché…). Il debutto di Chiara con la nuova maglia gialla da libero viene accolto da un bell’applauso d’incoraggiamento. Mi giro a guardare il tabellone e mi scappa un sorpreso “Cazzarola!”. 20 a 7. Reputo brutto perdere senza arrivare almeno alla decina. Le butelete sembrano capirlo e fanno di tutto per accontentarmi. 23 a 10. Meno male, adesso sono più tranquillo. Sull’onda dell’entusiasmo portiamo avanti altri cinque punti prima del fischio di cambio campo.
 
SET TRE: una partenza più incisiva delle nostre butelete viene vanificata da un momento di grazia del libero avversario che, immedesimato nel ruolo dell’aspirapolvere, riesce a tirar su di tutto. Le indicazioni di gioco sono chiare: bisogna far giocare di più il nostro opposto che non perde occasione per domandare palla con l’inconfondibile richiamo: OTTOOooo…
Non funziona. Sull’onda dell’entusiasmo Claudia domanda all’arbitressa un improbabile terzo Time-out prontamente negato. Il finale 25 a 14 manda tutti a mangiar milioni di tramezzini amorevolmente preparati su velate ed alquanto discrete sollecitazioni Fusane.
 
Dimenticavo:
riprendo lo “Sbagliando s’impara” citato in apertura per ricordare che gli spogliatoi, specie se in uso promiscuo, non sono il posto più sicuro del mondo…